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- Teatri: in piazza Matteotti.
Il piazzale nel Castello di Grotteria (di qualche anno fa) Vista esterna del Castello di Grotteria Vista esterna del Castello di Grotteria Vista esterna del Castello di Grotteria
SS. Crocefisso; San Domenico; S. Maria Assunta (Matrice); S. Nicola; Cappella della Concezione; S. Antonio. Numerose altre oggi non esistono più: chiesa del Carmine; chiesa di S. Giorgio; chiesa di Valverde; chiesa del Soccorso; chiesa della SS. Annunziata; chiesa detta dell’Oratorio; chiesetta/cappelleta della Bofia
Fu costruita nell’XI secolo e distrutta dal terremoto del 1793. Riedificata, fu nuovamente danneggiata dal sisma del 7 marzo 1928 e ristrutturata due anni dopo. La facciata presenta un portale in pietra con decorazioni a fiori affiancato da quattro finte colonne corinzie (due per lato). L’interno è a unica navata. L’altare in marmi policromi è sormontato dalla statua della Madonna di Pompei con Santa Caterina da Siena e San Domenico. Nella chiesa, inoltre, sono custoditi un fonte battesimale in marmo con copertura in legno e un’antica statua di Santa Filomena donata alla parrocchia dalla famiglia Tavernese.
Fu fondata nel 1640 dall'avvocato Antonio De Maggio. Successivamente divenne cappella privata della famiglia Macedonio. Nella facciata si apre un ingresso sormontato da un timpano a lunetta con stemma. Sopra una finestra. All’interno c’è una pala d’altare in muratura con la statua di S. Antonio da Padova. Nella chiesetta è anche custodita la statua di San Vincenzo Ferreri (XVIII secolo).
Fu costruita, più ampia e in stile moderno, su una preesistente chiesetta risalente al XVI secolo. Il piccolo edificio, infatti, subì molti danni a causa del terremoto del 1783 e fu completamente distrutto da quello del 1908. La facciata presenta un portale in muratura sor ai lati due nicchie. All’interno, a unica navata, è custodito un Crocifisso (probabilmente opera seicentesca di un frate cappuccino) al quale i grotteresi attribuiscono un prodigio. Nel febbraio 1745 una terribile tempesta si abbatté sulla zona provocando danni e vittime. I fedeli, allora, portarono in processione il Crocifisso e, improvvisamente, la pioggia cessò. Da allora il SS. Crocifisso diventò patrono di Grotteria sostituendo San Gaudioso.
Fu eretta probabilmente alla fine del X secolo con il nome di Maria SS. Assunta della Cattolica dei Greci. Distrutta dal terremoto del 1783, fu ricostruita e riaperta al culto il 12 novembre 1926. La facciata presenta un portale in muratura sormontato da un timpano spezzato e da una finestra rettangolare (anch’essa con timpano). Più in alto un rosone cieco. Ai lati dell'ingresso, al quale si accede attraverso una scalinata, ci sono due finestre. Sulla chiesa svetta il campanile con l'orologio.
L'interno è a tre navate. Sull'altare in marmi policromi, c'è una tela raffigurante il Crocifisso. Le pareti e la cupola dell'abside sono interamente affrescate (in questa chiesa sono presenti anche affreschi del pittore contemporaneo Nik Spatari). Lungo le navate ci sono due altari con le statue della Madonna Immacolata e di San Giuseppe. Nella chiesa sono anche conservate le statue della Madonna del Rosario e di S. Antonio Abate (quest'ultima opera di Cavaleri).
La chiesa di San Nicola di Bari è detta di Francò dal cognome di una fedele che avviò i lavori di costruzione dell’edificio (XV secolo). La facciata presenta un portale in pietra sormontato da una finestra. Più in alto una struttura in muratura con campane. All’interno, a unica navata, c’è un altare in marmi policromi sul quale è stata sistemata una tela raffigurante la Madonna con il Bambino insieme a San Nicola e San Domenico. Nella chiesa è conservata anche una statua di San Nicola
La cappella, ricavata nelle catacombe della chiesa matrice, fu sistemata tra il XIII e il XIV secolo. Della struttura originaria rimane ancora una arte della pavimentazione e lo scheletro di alcuni gradini che comunicavano con la matrice. I lavori di recupero delle catacombe e di ampliamento della cappella sono stati interrotti per rischio di crollo. All’interno è custodita un’antica statua in marmo raffigurante la Madonna della Concezione con il Bambino (IV secolo d. C.).
La prima è una festa prettamente religiosa che prevede messa e processione seguite dai fuochi d’artificio. A settembre, invece, dopo la messa e la processione, in piazza Crocifisso si svolge una singolare manifestazione: il “cavalluccio di fuoco”. Un cittadino porta sulle spalle un cavalluccio di legno-metallo imbottito di petardi che vengono poi fatti scoppiare. A seguire intrattenimenti musicali e fuochi d’artificio.
Celebrazione della messa e processione. In serata fuochi d'artificio.
Alcune foto del 2009 disponibili nella sezione Galleria Fotografica.
Il Parroco (Sac. Pasquale Costa)
Santa Pasqua 2010
...
Merc 31/03
Ore 7.30 S.Messa
Ore 10.00 Incontro alla Chiesa Matrice Scuole Elementari, Medie,
Materne
Giov 01/04
Ore 20.30 Solenne Celebrazione Eucaristica in "Coena Domini", Visite
delle Chiese, Veglia di Preghiera
Ven 02/04
Ore 16.00 Santuario SS. Crocifisso: Celebrazione della Passione del
Signore
Ore 20.30 Santuario SS. Crocifisso: Processione e solenne Via
Crucis, Fiaccolata. Itinerario: SS.Crocifisso, Centro Abitato,
S.Domenico, Chiesa Matrice
Sab 03/04
Ore 8.00 Seconda parte della Processione del giorno precedente.
Itinerario: Matrice, Calvario, Predica, SS. Crocifisso.
Ore 22.30 Veglia di Preghiera, Morte e Resurrezione.
Dom 4/4
Ore 08.00 Chiesa Matrice: S. Messa
Ore 10.30 Chiesa S. Domenico: S. Messa
Ore 18.00 Chiesa Matrice: S. Messa
Ore 18.30 Processione con tradizionale "Cunfruntata"
Dopo la messa, lungo via Vittorio Emanuele si svolge una suggestiva fiaccolata durante la quale i fedeli, che hanno fatto un voto, portano sulle spalle una pesantissima croce in ferro. Un tempo, in segno di pentimento, si flagellavano le spalle usando l’arcipretina (frusta in ferro).
La domenica di Pasqua, dopo la messa, alcuni fedeli danno vita alla rappresentazione della Passione di Cristo durante la quale portano sulle spalle le statue dell’Addolorata, di San Giovanni e del Cristo risorto. San Giovanni si reca dalla Madonna per annunciarle che il figlio è risorto. Inizialmente lei non crede, ma poi decide di seguire l’apostolo. Percorrendo le strade del centro storico le statue di Gesù e della Vergine si incontrano in piazza San Domenico e, improvvisamente, alla Madonna viene tolto il velo nero che le copre il capo per far posto a un drappo azzurro.
La messa è seguita da una particolare processione. Le strade, infatti, vengono coperte di petali di fiori e ai balconi sono appese le lenzuola più belle.
Alcune foto del 2009 disponibili nella sezione Galleria Fotografica.
Nel periodo pasquale ogni anno viene organizzata una rappresentazione teatrale a tema sacro.
È una manifestazione culturale, con ospiti internazionali, che ha per tema l’emigrazione. Sono organizzati convegni, degustazioni di specialità calabresi e una festa d’arte. È previsto anche un premio per coloro che in tutto il mondo si sono prodigati per la causa degli emigrati.
Nel periodo estivo le vie più caratteristiche del centro storico sono abbellite con fiori variopinti.
Nei mesi invernali viene allestito un caratteristico presepe con personaggi viventi e botteghe tipiche sistemate lungo la via Vittorio Emanuele III. Il percorso termina nel palazzo Macedonio dove, in un piccolo spazio, viene ricavata la grotta della Natività.
2009
Il Movimento culturale "Donne per Grotteria" si sta attivando nell'organizzazione della XIIª edizione del Presepe Vivente. L'evento, largamente apprezzato da quanti hanno partecipato alle precedenti edizioni, si rifà alle tradizioni del Santo Natale nei nostri paesi. Lo scopo che l'associazione organizzatrice si prefigge è soprattutto quello di ricordare che il Centro Storico di Grotteria con le suoi portali antichi, i gafi, i vicoli semideserti, può ancora rivivere attraverso le sue antiche tradizioni. Vi aspettiamo numerosi il 26 dicembre dalle 17.00 alle 20.00 per vivere insieme la magica atmosfera della "Notte Santa".
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La struttura del centro storico di Grotteria riprende l'organizzazione medievale. I ruderi del castello, infatti, dominano le abitazioni sottostanti che scendono lungo il crinale della collina. Per le innumerevoli viuzze (vinej) e stradine del Centro, spesso percorribili soltanto a piedi, sono da ammirare i tanti portali in pietra riccamente decorati posti all'ingresso delle abitazioni insieme allo stemma gentilizio e alle maschere apotropaiche, i tipici "Gafi" (sottopassaggi pedonali sotto le abitazioni) e le antiche fontane raffiguranti dei volti umani scolpiti. La più antica del paese è la fontana S. Giorgio, su via Vittorio Emanuele, che ha due canali ed è sistemata all’interno di una nicchia con pietre a vista e piccolo sedile. Ci sono poi quelle di S. Antonio e Cortiglio.
È in piazza don Minzoni. Realizzato in bronzo, è stato posto su un blocco in pietra nel 1997.
È una piramide di marmo in memoria delle vittime di tutte le guerre. Si trova su corso Gramsci.
Da piazza San Domenico bisogna imboccare l’unica strada e proseguire per circa I km fino alla sponda del torrente Caturello. Qui si apre un lungo viale alberato lungo il quale si possono ammirare vecchi mulini (Mesiti, Schìllace), interessanti esempi di archeologia industriale.