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Nota:
- P.S.= Piano Strutturale;
- P.R.= Piano Regolatore.

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PIANO REGOLATORE GENERALE - NOTE SINTETICHE - CRITERI INFORMATORI PER LA CONFORMAZIONE DEL PIANO -

 ·     Elementi tecnici generali

Per il comune di Grotteria, attraverso le indicazioni del Piano Regolatore Generale Comunale, è proposto un modello di riorganizzazione territoriale tendente ad innescare, in uno con processi di sviluppo e di autorganizzazione, politiche ed attività di recupero diffuso, riqualificazione e riproposizione funzionale delle frazioni, dei centri e dei poli di nuova organizzazione.
       Il modello proposto è strutturato sulla suddivisione territoriale in ambiti di interesse cui corrispondono ambiti di assetto orientato.
       Sono previsti quattro ambiti:

- un primo ambito territoriale, corrispondente con l’area montana;
- un secondo ambito costituente l’intorno funzionale del centro storico (Grotteria Centro);
- un terzo ambito (porzione centrale del territorio comunale), caratterizzata dalle frazioni, dai nuclei rurali e dalle case sparse;
- un quarto ambito, che investe la porzione più a valle del territorio comunale, ed interessa la parte terminale della fascia costiera.

 

·     Forme di organizzazione territoriale

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L’organizzazione territoriale ipotizzata è costruita su tre poli principali e su un sistema territoriale di areali rurali e/o agricoli.
       I tre poli sono costituiti:
- da un sistema integrato turismo - montagna (polo turistico montano) legato alla fruizione della natura ed al soggiorno montano; tale sistema è costituito da attrezzature di accoglienza e di servizio, da aree con funzione ricreativa e da aree boschive utilizzabili per escursionismo ed osservazione-funzione della natura; l’area interessata coincide con il primo ambito;
- dal centro urbano storico di Grotteria Centro ed il suo intorno immediato (il territorio della memoria storica); e caratterizzato dalla concentrazione delle funzioni di tipo più propriamente urbano e da attività residenziali e di servizio; coincide con il secondo ambito;
- dal terzo sistema di organizzazione territoriale (terzo polo), interessante il quarto ambito è caratterizzato da un sistema integrato di attività turistiche, specializzate, di attività produttive legate alla piccola industria ed all’artigianato, di attività direzionali di tipo intermedio e di attività turistiche integrate all’agricolo;
- la parte centrale del territorio viene organizzata da un sistema di nuclei rurali, riqualificati attraverso indicazioni di intervento di riordino e ricomposizione delle dotazioni urbanizzativa; tali nuclei riorganizzati vengono ricontestualizzati secondo unità di riferimento produttivo (areali agricoli e rurali); all’interno di tale sistema possono essere promosse e/o proposte forme di turismo legato all’agricolo ed al rurale;

Un ulteriore importante sistema è costituito da una infrastruttura di connessione, costituita dagli assi e dai canali di mobilità veicolare, dal sistema di infrastrutture ed urbanizzazioni di riequilibrio, posizionate in relazione funzionale rispetto ai nuclei ed ai più immediati canali di accessibilità, e da un sistema di aree di riordino ecologico e paesistico.

·     Tipizzazione del modello di assetto

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        Il modello territoriale di riferimento è, in definitiva, un modello di tipo polinucleare, funzionale a restituire al frammentato attuale sistema, senso ed omogeneità da un lato, identità e nuove funzioni dall’altro.
La funzione di identità restituita consiste in una riproposizione territoriale di area di recupero della memoria delle attività tradizionali e di nuovi interventi finalizzati a promuovere forme di sviluppo e di crescita.

·     Organizzazione tecnica del modello di assetto

    L’organizzazione tecnica del modello è trasferita normativamente utilizzando una zonazione ed un insieme di indirizzi, sulla base delle seguenti classifiche:
- una classifica di tipo strutturale espressa da una suddivisione in zone territoriali omogenee, definite in applicazione al D.M. 2/4/1968 n.1444;
- una classifica di tipo funzionale, espressa per sistemi infrastrutturali, unità urbanistico-territoriali semplici ed unità territoriali-urbanistiche integrate;
- una classifica di tipo relazionale, attraverso cui vengono stabiliti unità di organizzazione ed ambiti di relazione.

·     Organizzazione delle porzioni territoriali

    Le porzioni territoriali sono interessate da politiche di intervento ed atti di pianificazione finalizzati a perseguire obiettivi di riequilibrio, restauro paesistico, recupero ed integrazione funzionale tra i diversi settori di attività sia esistenti, sia attivabili.
        Principi e criteri guida suggeriti dal P.R.G. ed offerti alla costruzione attuativa del Piano, dovranno costituire occasione di interventi strutturali definiti attraverso intese e forme di cooperazione e concertazione con gli Enti di livello sovracomunale (Provincia, Regione, Stato, Comunità Europea). Il criterio base applicato è stato quello della massima integrazione funzionale.

1 -    Caratteri territoriali generali

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    Al Piano Regolatore Generale, in fase di impostazione, si è inteso assegnare un compito sostanziale e che, comunque, è posto alla base di qualsivoglia attività di controllo urbanistico, cioè quello di individuare le forme ottimali di utilizzazione del territorio, sulla base delle variabili strategiche di sviluppo ed assetto.
Si tenga presente che una articolazione differenziata dell’offerta ricettiva, residenziale e funzionale per le attività e di salvaguardia delle qualità ambientali della zona, costituiscono due fattori fondamentali sia per una più attenta distribuzione delle convenienze economiche, sia per una rispettosa conservazione delle risorse ambientali e paesistiche.
        Volendo descrivere, in sintesi, i principi generali di metodologia elaborativa è da affermare che particolare importanza è attribuita all’analisi di tipo territoriale ed urbano ed in particolare alla registrazione e valutazione dei caratteri ambientali e paesistici, per la struttura costitutiva del territorio interessato, sia in senso qualitativo sia in senso quantitativo.
         Un ulteriore necessaria nota, cui è doveroso fare cenno, è che il tipo di proposta offerta all’attenzione, appartiene per i suoi obiettivi e contenuti a quella attività di pianificazione così detta “anticipativa”, consistente nel promuovere ed organizzare “configurazioni” preferite, indispensabili ad ottenere e garantire almeno un minimo di effetto sul piano sociale ed economico, ed a individuare e reperire l’insieme di risorse da investire.
         Ancora un’indicazione di carattere generale; in base alle caratteristiche generali di comportamento richieste ad una struttura integrata, quale deve essere la nuova sistemazione funzionale, ed in conseguenza degli obiettivi generali di piano, e sul principio di un razionale rafforzamento di un polo turistico, la realtà, i ruoli e le conseguenti caratteristiche di funzionalità del centro principale, delle frazioni e dei nuclei minori, vengono saldati secondo un unico sistema di organizzazione.
         Ciò da definirsi in un quadro di interventi a medio e breve termine, nell’ambito dei quali dovrebbe effetuarsi un continuo accrescimento ed una rapida accelerazione a favore della zona interessata attraverso, anche, un meccanismo di “costruzione progressiva” dei progetti prefigurati nel quadro generale di assetto, con una intenzionalità di stimolo per il coordinamento tra le diverse autorità, e per l’avvio simultaneo di molti progetti di investimento legati fra loro da conseguenzialità funzionale principalmente nei settori delle infrastrutture, dell’artigianato, dell’agricoltura e dei servizi.
         La capacità di offerta viene regolata attraverso la localizzazione e costruzione delle strutture ricettive, degli impianti e delle infrastrutture di supporto.
         Il turismo, ad esempio, deve essere organizzato su strutture estremamente diversificate e notevolmente diffuse (e ciò da riferire non solo alle strutture ricettive ma, principalmente, a quelle ricreative e di svago).

2 -    Criteri generali di redazione del Piano

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Il Piano è redatto secondo le leggi 17/08/1942 n.1150, 06/08/1967 n.765 e 28/01/1977 n.10, e successive modificazioni ed integrazioni.
        La individuazione, la registrazione e la interpretazione di fenomeni e strutture territoriali ed urbane per il territorio interessato, ha condotto a definire una serie di obiettivi che, per brevità di esposizione, indichiamo secondo il seguente elenco:
A) – obiettivi di carattere generale;
A1) – ricerca per la conoscenza dei fenomeni e dei problemi territoriali;
A2) – ricerca per una attiva formulazione di ipotesi di assetto urbanistico di livellocomunale.
        In aderenza al punto A1), la ricerca metodologica sarà finalizzata a conoscere le disponibilità del territorio ad offrire aree e servizi per i diversi settori produttivi.
        Alla base del punto A2), invece, è precisato l’obiettivo di offrire uno strumento di pianificazione, aperto e flessibile, suddiviso nei due strumenti conoscitivi del Piano e del programma, con l’attribuzione a ciascuno di essi di tempi contenuti e specifici metodi, contenuti ed insieme problemi, atti a definire e rendere concreta, in un determinato periodo di gestione, la ricerca delle risorse, la scelta e l’indirizzo politico degli interventi prioritari.
        In qualsiasi forma, o azione di politica urbana e territoriale, dovrà comunque essere presente la necessità di offrire soluzioni all’interno delle quali sia assicurata la più ampia possibilità di gestione.
        Lo strumento urbanistico è pertanto configurato come elemento attivo, polo di interesse e momento di partecipazione e non arido documento tecnico di localizzazioni e di previsione; capace di affrontare, raccordato agli strumenti di “tipo superiore” tutti i problemi specifici di livello comunale, orientato a proiettare, in un giusto sistema di equilibrio, i centri residenziali alla più vera realtà territoriale, di razionalizzare i processi di crescita e di trasformazione, e di costituire, in senso sostanziale, “uno strumento permanente di intervento”, espressione di un’ottica precisa, da cui ogni fenomeno territoriale viene affrontato e visto nella totalità delle sue implicazioni di uso del suolo e di determinazione delle qualità di vita dei cittadini.
         Vengono così a determinarsi, strettamente correlati, due ambiti o livelli di promozione e controllo urbanistico:
-  l’ambito dimensionale logico come campo di applicazione di una politica urbanistica orientata al recupero ed al rinnovo delle carenze infrastrutturali ed insediative;
-  l’ambito dimensionale logico come campo funzionale per il piano di sviluppo, definito da una specifica partecipazione ai diversi campi di insediamento produttivi ed ambiti di gestione; come entità capace di promuovere e rendere valido e reale un programma economico.
         Tra i problemi più in evidenza o più complessi presi in esame è stato privilegiato quello di individuare una congruente relazione tra il quadro di realtà e la struttura delle modificazioni dettate dall’intervento da realizzare e da orientare verso nuove espressioni significative.
         L’intenzionalità progettuale del Piano ha per oggetto l’organizzazione fisica del territorio sulla base dei principi normativi riferiti alla organizzazione sociale.
         Le tre classi componenti quindi che, nella proposta di Piano assumono il ruolo di protagoniste sono:
-   le componenti programmatiche e previsionali;
-   le componenti organizzazione fisica e progettuale;
-   le componenti normative.
        A tale concetto si legano immediatamente le tre elaborazioni-strumento, matrici strutturali del piano:

  1. la matrice morfologica o delle configurazioni;

  2. la matrice strategica o delle azioni orientate a definire momenti di riequilibrio territoriale ed urbano;

  3. la matrice normativa che genera e definisce i momenti di attuazione e gestione del piano.

Tutto ciò in un’ottica orientata a configurare il Piano come strumento attivo e tendente ad assumere come prioritario l’aspetto gestionale del medesimo.
        La seconda classe di obiettivi comprende quelli che già a livello di formazione e di inquadramento esigono per i diversi settori interessati, differenti ambiti dimensionali; in tal senso il piano, indica una serie di aree esprimenti una potenziale disponibilità verso settori specifici di insediamento, i cui modelli minimi funzionali sono legati ad ambiti e dimensioni territoriali diversi da quelli a scala esclusivamente comunale, mentre a livello di territorio comunale, vengono promossi, determinati e controllati, livelli di urbanizzazione e modelli di prima razionalizzazione.
       Gli obiettivi possono essere così elencati:
-   domanda e spinta di programmazione relativa ad operazioni di conservazione e protezione delle aree ambientalmente sensibili;
-   spinta alla determinazione di linee di sviluppo finalizzate alla creazione e consolidamento di strutture economiche portanti;
-   creazione ed organizzazione di attività relative al settore del tempo libero e turismo;
-   ricomposizione e razionalizzazione delle strutture territoriali (da definire sulla individuazione delle carenze allo stato attuale e dei fabbisogni di servizi, infrastrutture e residenze);
-   promozione di insediamenti produttivi e sistemi di attività atti a costituire il supporto indispensabile al fine del riequilibrio dell’occupazione e del reddito;
-   individuazione e realizzo a breve termine di strutture ed infrastrutture a livello comunale.
        L’analisi territoriale, che sarà attivata, terrà conto delle indicazioni strutturali, fornite dall’Amministrazione Comunale, sotto forma di esigenze primarie dell’assetto territoriale, ed organizzate secondo le seguenti tre classi di problematiche:

  1. Consolidamento, conservazione, valorizzazione dell’ambiente fisico;

  2. Razionalizzazione delle aree produttive relative al settore agricolo ed alla organizzazione turistica;

  3. Miglioramento delle condizioni socio-economiche e della qualità della vita.

La politica di piano è costruita sulla definizione di aree strutturali per i sistemi produttivi, sulla razionalizzazione e potenziamento dei sistemi per la residenza per la ricettività turistica, e delle attrezzature e servizi connessi ai settori sopra descritti.
        All’interno le determinazioni del Piano sono indicati fondamentali processi di razionalizzazione.

3 -    Organizzazione operativa del Piano Regolatore Generale

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    Il Piano Regolatore è articolato secondo la seguente composizione.

-    Piano di Riferimento Generale

a)      Insieme di strumenti di base obbligatori per il sostegno la rivitalizzazione ed il recupero di ossature territoriali emergenti; tale insieme è provocato e generato da particolari situazioni insediative, da condizioni morfologiche portatrici di specifici regimi vincolistici, da presenze di particolari caratteristiche storiche, ambientali, paesistiche.
Gli obiettivi di intervento possono essere perseguiti anche attraverso piani di settore a scala comunale o attraverso progetti specifici o progetti-guida riferiti ad aree organiche di intervento e funzionali rispetto determinate esigenze di conservazione, salvaguardia e rivitalizzazione delle componenti cui sono riferite.

b)      Articolazioni portanti, riferite con carattere, composizione contenuti legati alla scala di problemi emergenti produttivi, al settore residenziale ed al settore dei servizi connessi alla residenza, e la cui risoluzione e proposta progettuale costituisca fattore di strategia.
    Sono definibili attraverso:
-        piani di settore a scala comunale;
-     progetti-guida riferiti ad unità organiche di intervento, e sono, inoltre supportati  da quadri normativi specifici.

c)      Complesso di strumenti derivati, costituiti da quadri di riferimento o elaborazioni progettuali ad elevato grado di controllo ambientale ed architettonico, da collegare complessivamente o singolarmente a specifiche tematiche e da riferire a prescelte unità organiche di intervento dichiarabili omogenee per presenza di funzioni, per carattere morfologico o definibili in quantità di aree minime regolazione degli effetti legati qualitativamente allo scenario urbano.

d)      Insieme di strumenti di rafforzamento territoriale (progetti specifici di sostegno per le aree produttive), finalizzati al miglioramento delle caratteristiche fisiche ed organizzative delle unità produttive.

e)      Insieme normativo, consistente in normative tecniche di attuazione, generali e di specificazione, riferite alle procedure ed agli operatori; normative di requisiti e repertori di controllo finalizzati alla determinazione e/o verifica del soddisfacimento quantitativo e qualitativo delle diverse esigenze.

A1 – Caratteristiche territoriali

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    Il territorio comunale di Grotteria, in provincia di Reggio Calabria, è ubicato nella porzione più alta della zona ionica della provincia di Reggio Calabria e fa parte del sistema territoriale della Vallata del Torbido.
    La superficie territoriale è di 37.90 kmq, la popolazione residente al 1991, è di 4.096 abitanti, così ripartita:

-      Centri

2201

-      Nuclei

1504

-      Case sparse

391

    La densità territoriale di popolazione (ab/kmq), risulta al 1991 (Censimento ISTAT) a 108 ab/kmq.
    Sempre dai dati di censimento ISTAT (1991), i dati caratterizzanti relativi all’altitudine, alla popolazione residente per località abitativa, alle famiglie ed alle abitazioni, sono espresse dalla seguente tabella:

COMUNI E LOCALITA’ ABITATE

      POPOLAZIONE RESIDENTE

 

 

 

Altitudine (mt)

Totale

Di cui maschi

Famiglie

Abitazioni

GROTTERIA

0/1215

4.096

1.987

1.507

2.972

ASPALMO INFERIORE

258

73

33

29

47

BOMBACONI

110

101

48

35

71

DRAGONI

75

307

151

119

212

DRAGONI SUPERIORE

150

263

138

92

214

GROTTERIA *

317

977

459

373

888

GROTTERIA MARE (1)

11

136

76

44

97

MARCINÀ SUPERIORE

111

140

65

46

83

RICCIARDO

252

204

95

88

192

Ablacì

112

22

9

8

8

Agliona

99

116

53

41

78

Aspalmo

354

92

45

31

62

Aspalmo Inferiore

252

60

30

19

31

Aspalmo Inferiore – Palermo

241

26

13

11

19

Calasmita

270

31

15

12

23

Cambruso

260

29

14

12

27

Cambruso I

320

29

13

14

17

Cambruso II

275

27

13

10

19

Catalisano

169

24

13

11

22

Catalisano I

130

21

9

8

10

Farri – Barrici

173

31

17

12

20

Farri Inferiore

204

75

35

37

57

Farri Superiore

213

187

81

71

98

Maida

126

111

58

34

52

Maida I

186

32

15

16

23

Marcinà Inferiore

60

190

101

61

92

Marmora

231

79

42

25

33

Marmora I

242

19

10

8

10

Marmora II

225

36

15

14

23

Neblà

275

24

12

8

10

Ricciardo – Guma

231

16

8

6

7

Ruvari

180

12

6

5

9

Ruvari I

155

50

25

16

25

Santo Stefano Superiore I

150

92

39

33

63

Seggio

173

24

9

7

8

Zappia

185

24

12

8

12

Zinnì

140

25

12

9

14

Case sparse

-

391

198

134

296

    Dal punto di vista morfologico-costitutivo e geologico, i terreni sono prevalentemente costituiti da materiali di natura alluvionale e di riporto del quaternario e formazioni argillose; sul comportamento a stabilità dei terreni, incidono i fenomeni di sconnessione, tettonizzazione ed alterazione superficiali che interessano porzioni estese del territorio comunale e si esprimono sotto forma di dissesto profondo e di erosione diffuse.
    Il sistema idrografico è costituito da una rete, abbastanza fitta, di fiumare, torrenti ed elementi minori, ed è caratterizzato da situazione di pendenza forte, in parecchi tratti che provocano profonde incisioni su un terreno che, prevalentemente, presenta un basso grado di permeabilità.
    Relativamente alle condizioni climatiche, prevalgono le seguenti condizioni:
la piovosità è elevata; le precipitazioni sono abbondanti e di lunga durata; sono prevalentemente concentrate nel periodo autunno-inverno; per l’azione combinata di altri agenti atmosferici e per le caratteristiche costitutive del territorio, il fenomeno delle alluvioni è frequente e non di rado, manifestandosi in forme violente, genera situazioni di pericolosità ambientale.

    La temperatura è in genere moderata; presenta regolarità nelle escursioni termiche con punte massime di 26 – 35 gradi nel periodo estivo e di 9 – 11.50 gradi nel periodo invernale; in determinati periodi si registra la frequenza di venti con direzioni S.E. – N.O.
    Sotto il profilo paesistico il territorio è caratterizzato dalla presenza di tipologie di paesaggio mediterraneo: quali il bosco, i seminativi, le coltivazioni ortive, gli ulivi; sono presenti la vite, gli agrumi, i fruttiferi, i prati-pascoli.
    Le aziende agricole al 1990, risultano essere 668, di cui 665 a conduzione diretta del coltivatore e 3 a conduzione con salariati; le strutture boschive interessano una superficie di 857.00 ettari.
    Il settore zootecnico è presente con 32 capi bovini (3 aziende), 264 ovini e caprini (6 aziende), 43 capi suini (37 aziende).
    La superficie agricola utile è di 639.04 ettari.
    I fattori climatici come già evidenziato, sono quelli delle zone mediterranee temperate, molto adatte sia a coltivazioni di tipo normale e/o sperimentale.
    Tali forme, opportunamente gestite e sulla base, anche, di incentivi finanziari di promozione e sostegno, possono costituire una discreta base di integrazione di reddito.
    Il settore industriale si presenta del tutto modesto ed è costituito da aziende di piccola dimensione prevalentemente di tipo artigianale.
    Il settore commerciale di distribuzione ed il settore terziario assieme a quello agricolo, costituiscono le componenti fondamentali.
    Il turismo costituisce, all’atto, una componente aggiuntiva anche perché non espresso in forma produttiva; è presente la ricettività di tipo alberghiero e/o di tipo collettivo, prevalentemente situata sulla fascia litoranea.
    Le infrastrutture viarie in particolare quelle relative alla penetrazione interna, e le reti viarie di servizio agricolo hanno necessità di potenziamento, ristrutturazione e riqualificazione complessiva.
    Le opere igieniche dovranno essere assoggettate ad interventi finalizzati al potenziamento e alla riqualificazione.
    A mirate opere di riqualificazione e recupero del decoro urbano, dovranno essere assoggettate le reti viarie interne interessanti il centro urbano e le frazioni.
    Le dotazioni di aree per attrezzature di interesse comune (D.M. 2/4/1968 n.1444), dovranno essere integrate sia quantitativamente che qualitativamente.
    In particolare vanno potenziate sia le superfici destinate a parcheggio, sia le aree di verde e verde attrezzato.
    Si rileva l’opportunità di operare un rafforzamento relativamente attrezzato di tipo socio-economico.

A2 – Caratteristiche socio-economiche

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    Considerando l’intervallo temporale tra i censimenti 1991-1971, si registra per Grotteria una forte perdita di abitanti residenti.
    La tendenza alla stabilizzazione demografica è evidente dal 1980 in poi.
    Sulle caratteristiche della popolazione – come si può evincere anche dalla lettura dei dati ISTAT (1991) – la situazione è rimasta pressoché immutata nell’ultimo decennio.
    Considerando la popolazione per sesso, si registra al 1991 una prevalenza di popolazione femminile (2109) rispetto alla popolazione maschile (1987).
    Considerando la popolazione per classi di età, si ha il seguente quadro:

-        con meno di 5 anni:

203

=    4.94%

-        da 5 a 14 anni:

518

=  12.65%

-        da 15 a 24 anni:

667

=  16.28%

-        da 25 a 54 anni:

1368

=  33.40%

-        da 55 a 64 anni:

529

=  12.91%

-        oltre i 65 anni:

811

=  19.80%

Relativamente al titolo di studio, si registrano i seguenti dati:

-     Forniti di titolo di studio:

2379

=

61,89%;