|
·
Forme di organizzazione territoriale
[Torna su]
L’organizzazione territoriale ipotizzata è costruita su tre
poli principali e su un sistema territoriale di areali rurali e/o
agricoli.
I tre poli sono costituiti:
- da un sistema integrato turismo - montagna (polo
turistico montano) legato alla fruizione della natura ed al soggiorno
montano; tale sistema è costituito da attrezzature di accoglienza e di
servizio, da aree con funzione ricreativa e da aree boschive
utilizzabili per escursionismo ed osservazione-funzione della natura;
l’area interessata coincide con il primo ambito;
- dal centro urbano storico di Grotteria Centro ed il suo
intorno immediato (il territorio della memoria storica); e
caratterizzato dalla concentrazione delle funzioni di tipo più
propriamente urbano e da attività residenziali e di servizio; coincide
con il secondo ambito;
- dal terzo sistema di organizzazione territoriale (terzo
polo), interessante il quarto ambito è caratterizzato da un sistema
integrato di attività turistiche, specializzate, di attività produttive
legate alla piccola industria ed all’artigianato, di attività
direzionali di tipo intermedio e di attività turistiche integrate
all’agricolo;
- la parte centrale del territorio viene organizzata da un
sistema di nuclei rurali, riqualificati attraverso indicazioni di
intervento di riordino e ricomposizione delle dotazioni urbanizzativa;
tali nuclei riorganizzati vengono ricontestualizzati secondo unità di
riferimento produttivo (areali agricoli e rurali); all’interno di tale
sistema possono essere promosse e/o proposte forme di turismo legato
all’agricolo ed al rurale;
Un ulteriore
importante sistema è costituito da una infrastruttura di connessione,
costituita dagli assi e dai canali di mobilità veicolare, dal sistema di
infrastrutture ed urbanizzazioni di riequilibrio, posizionate in relazione
funzionale rispetto ai nuclei ed ai più immediati canali di accessibilità,
e da un sistema di aree di riordino ecologico e paesistico.
·
Tipizzazione del modello di assetto
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Il modello
territoriale di riferimento è, in definitiva, un modello di tipo
polinucleare, funzionale a restituire al frammentato attuale sistema,
senso ed omogeneità da un lato, identità e nuove funzioni dall’altro.
La funzione di identità restituita consiste in una
riproposizione territoriale di area di recupero della memoria delle
attività tradizionali e di nuovi interventi finalizzati a promuovere forme
di sviluppo e di crescita.
·
Organizzazione tecnica del modello di assetto
L’organizzazione tecnica del modello è trasferita normativamente
utilizzando una zonazione ed un insieme di indirizzi, sulla base delle
seguenti classifiche:
- una classifica di tipo strutturale espressa da una
suddivisione in zone territoriali omogenee, definite in applicazione al
D.M. 2/4/1968 n.1444;
- una classifica di tipo funzionale, espressa per sistemi
infrastrutturali, unità urbanistico-territoriali semplici ed unità
territoriali-urbanistiche integrate;
- una classifica di tipo relazionale, attraverso cui
vengono stabiliti unità di organizzazione ed ambiti di relazione.
·
Organizzazione delle porzioni territoriali
Le porzioni
territoriali sono interessate da politiche di intervento ed atti di
pianificazione finalizzati a perseguire obiettivi di riequilibrio,
restauro paesistico, recupero ed integrazione funzionale tra i diversi
settori di attività sia esistenti, sia attivabili.
Principi e
criteri guida suggeriti dal P.R.G. ed offerti alla costruzione attuativa
del Piano, dovranno costituire occasione di interventi strutturali
definiti attraverso intese e forme di cooperazione e concertazione con gli
Enti di livello sovracomunale (Provincia, Regione, Stato, Comunità
Europea). Il criterio base applicato è stato quello della massima
integrazione funzionale.
1 -
Caratteri territoriali generali
[Torna su]
Al Piano
Regolatore Generale, in fase di impostazione, si è inteso assegnare un
compito sostanziale e che, comunque, è posto alla base di qualsivoglia
attività di controllo urbanistico, cioè quello di individuare le forme
ottimali di utilizzazione del territorio, sulla base delle variabili
strategiche di sviluppo ed assetto.
Si tenga presente che una articolazione differenziata
dell’offerta ricettiva, residenziale e funzionale per le attività e di
salvaguardia delle qualità ambientali della zona, costituiscono due
fattori fondamentali sia per una più attenta distribuzione delle
convenienze economiche, sia per una rispettosa conservazione delle risorse
ambientali e paesistiche.
Volendo
descrivere, in sintesi, i principi generali di metodologia elaborativa è
da affermare che particolare importanza è attribuita all’analisi di tipo
territoriale ed urbano ed in particolare alla registrazione e valutazione
dei caratteri ambientali e paesistici, per la struttura costitutiva del
territorio interessato, sia in senso qualitativo sia in senso
quantitativo.
Un ulteriore
necessaria nota, cui è doveroso fare cenno, è che il tipo di proposta
offerta all’attenzione, appartiene per i suoi obiettivi e contenuti a
quella attività di pianificazione così detta “anticipativa”, consistente
nel promuovere ed organizzare “configurazioni” preferite, indispensabili
ad ottenere e garantire almeno un minimo di effetto sul piano sociale ed
economico, ed a individuare e reperire l’insieme di risorse da investire.
Ancora
un’indicazione di carattere generale; in base alle caratteristiche
generali di comportamento richieste ad una struttura integrata, quale deve
essere la nuova sistemazione funzionale, ed in conseguenza degli obiettivi
generali di piano, e sul principio di un razionale rafforzamento di un
polo turistico, la realtà, i ruoli e le conseguenti caratteristiche di
funzionalità del centro principale, delle frazioni e dei nuclei minori,
vengono saldati secondo un unico sistema di organizzazione.
Ciò da
definirsi in un quadro di interventi a medio e breve termine, nell’ambito
dei quali dovrebbe effetuarsi un continuo accrescimento ed una rapida
accelerazione a favore della zona interessata attraverso, anche, un
meccanismo di “costruzione progressiva” dei progetti prefigurati nel
quadro generale di assetto, con una intenzionalità di stimolo per il
coordinamento tra le diverse autorità, e per l’avvio simultaneo di molti
progetti di investimento legati fra loro da conseguenzialità funzionale
principalmente nei settori delle infrastrutture, dell’artigianato,
dell’agricoltura e dei servizi.
La capacità
di offerta viene regolata attraverso la localizzazione e costruzione delle
strutture ricettive, degli impianti e delle infrastrutture di supporto.
Il turismo,
ad esempio, deve essere organizzato su strutture estremamente
diversificate e notevolmente diffuse (e ciò da riferire non solo alle
strutture ricettive ma, principalmente, a quelle ricreative e di svago).
2 -
Criteri generali di redazione del Piano
[Torna su]
Il Piano è
redatto secondo le leggi 17/08/1942 n.1150, 06/08/1967 n.765 e 28/01/1977
n.10, e successive modificazioni ed integrazioni.
La
individuazione, la registrazione e la interpretazione di fenomeni e
strutture territoriali ed urbane per il territorio interessato, ha
condotto a definire una serie di obiettivi che, per brevità di
esposizione, indichiamo secondo il seguente elenco:
A) – obiettivi di carattere generale;
A1) – ricerca per la conoscenza dei fenomeni e dei problemi
territoriali;
A2) – ricerca per una attiva formulazione di ipotesi di
assetto urbanistico di livellocomunale.
In aderenza
al punto A1), la ricerca metodologica sarà finalizzata a conoscere le
disponibilità del territorio ad offrire aree e servizi per i diversi
settori produttivi.
Alla base
del punto A2), invece, è precisato l’obiettivo di offrire uno strumento di
pianificazione, aperto e flessibile, suddiviso nei due strumenti
conoscitivi del Piano e del programma, con l’attribuzione a ciascuno di
essi di tempi contenuti e specifici metodi, contenuti ed insieme problemi,
atti a definire e rendere concreta, in un determinato periodo di gestione,
la ricerca delle risorse, la scelta e l’indirizzo politico degli
interventi prioritari.
In qualsiasi
forma, o azione di politica urbana e territoriale, dovrà comunque essere
presente la necessità di offrire soluzioni all’interno delle quali sia
assicurata la più ampia possibilità di gestione.
Lo strumento
urbanistico è pertanto configurato come elemento attivo, polo di interesse
e momento di partecipazione e non arido documento tecnico di
localizzazioni e di previsione; capace di affrontare, raccordato agli
strumenti di “tipo superiore” tutti i problemi specifici di livello
comunale, orientato a proiettare, in un giusto sistema di equilibrio, i
centri residenziali alla più vera realtà territoriale, di razionalizzare i
processi di crescita e di trasformazione, e di costituire, in senso
sostanziale, “uno strumento permanente di intervento”, espressione di
un’ottica precisa, da cui ogni fenomeno territoriale viene affrontato e
visto nella totalità delle sue implicazioni di uso del suolo e di
determinazione delle qualità di vita dei cittadini.
Vengono così
a determinarsi, strettamente correlati, due ambiti o livelli di promozione
e controllo urbanistico:
- l’ambito dimensionale logico come campo di applicazione
di una politica urbanistica orientata al recupero ed al rinnovo delle
carenze infrastrutturali ed insediative;
- l’ambito dimensionale logico come campo funzionale per il
piano di sviluppo, definito da una specifica partecipazione ai diversi
campi di insediamento produttivi ed ambiti di gestione; come entità
capace di promuovere e rendere valido e reale un programma economico.
Tra i problemi più in evidenza o più complessi presi in
esame è stato privilegiato quello di individuare una congruente relazione
tra il quadro di realtà e la struttura delle modificazioni dettate
dall’intervento da realizzare e da orientare verso nuove espressioni
significative.
L’intenzionalità progettuale del Piano ha per oggetto l’organizzazione
fisica del territorio sulla base dei principi normativi riferiti alla
organizzazione sociale.
Le tre
classi componenti quindi che, nella proposta di Piano assumono il ruolo di
protagoniste sono:
- le componenti programmatiche e previsionali;
- le componenti organizzazione fisica e progettuale;
- le componenti normative.
A tale concetto si legano immediatamente le tre
elaborazioni-strumento, matrici strutturali del piano:
-
la matrice morfologica o delle configurazioni;
-
la matrice strategica o delle azioni orientate a definire
momenti di riequilibrio territoriale ed urbano;
-
la matrice normativa che genera e definisce i momenti di
attuazione e gestione del piano.
Tutto ciò in un’ottica orientata a configurare il Piano
come strumento attivo e tendente ad assumere come prioritario l’aspetto
gestionale del medesimo.
La seconda
classe di obiettivi comprende quelli che già a livello di formazione e di
inquadramento esigono per i diversi settori interessati, differenti ambiti
dimensionali; in tal senso il piano, indica una serie di aree esprimenti
una potenziale disponibilità verso settori specifici di insediamento, i
cui modelli minimi funzionali sono legati ad ambiti e dimensioni
territoriali diversi da quelli a scala esclusivamente comunale, mentre a
livello di territorio comunale, vengono promossi, determinati e
controllati, livelli di urbanizzazione e modelli di prima
razionalizzazione.
Gli
obiettivi possono essere così elencati:
- domanda e spinta di programmazione relativa ad operazioni
di conservazione e protezione delle aree ambientalmente sensibili;
- spinta alla determinazione di linee di sviluppo
finalizzate alla creazione e consolidamento di strutture economiche
portanti;
- creazione ed organizzazione di attività relative al
settore del tempo libero e turismo;
- ricomposizione e razionalizzazione delle strutture
territoriali (da definire sulla individuazione delle carenze allo stato
attuale e dei fabbisogni di servizi, infrastrutture e residenze);
- promozione di insediamenti produttivi e sistemi di
attività atti a costituire il supporto indispensabile al fine del
riequilibrio dell’occupazione e del reddito;
- individuazione e realizzo a breve termine di strutture ed
infrastrutture a livello comunale.
L’analisi territoriale, che sarà attivata, terrà conto
delle indicazioni strutturali, fornite dall’Amministrazione Comunale,
sotto forma di esigenze primarie dell’assetto territoriale, ed organizzate
secondo le seguenti tre classi di problematiche:
-
Consolidamento, conservazione, valorizzazione
dell’ambiente fisico;
-
Razionalizzazione delle aree produttive relative al
settore agricolo ed alla organizzazione turistica;
-
Miglioramento delle condizioni socio-economiche e della
qualità della vita.
La politica di piano è costruita sulla definizione di aree
strutturali per i sistemi produttivi, sulla razionalizzazione e
potenziamento dei sistemi per la residenza per la ricettività turistica, e
delle attrezzature e servizi connessi ai settori sopra descritti.
All’interno
le determinazioni del Piano sono indicati fondamentali processi di
razionalizzazione.
3 -
Organizzazione operativa del Piano Regolatore Generale
[Torna su]
Il Piano Regolatore è articolato secondo la
seguente composizione.
-
Piano di Riferimento Generale
a)
Insieme
di strumenti di base obbligatori per il sostegno la rivitalizzazione ed il
recupero di ossature territoriali emergenti; tale insieme è provocato e
generato da particolari situazioni insediative, da condizioni morfologiche
portatrici di specifici regimi vincolistici, da presenze di particolari
caratteristiche storiche, ambientali, paesistiche.
Gli obiettivi di intervento
possono essere perseguiti anche attraverso piani di settore a scala comunale o
attraverso progetti specifici o progetti-guida riferiti ad aree organiche di
intervento e funzionali rispetto determinate esigenze di conservazione,
salvaguardia e rivitalizzazione delle componenti cui sono riferite.
b)
Articolazioni
portanti, riferite con carattere, composizione contenuti legati alla scala di
problemi emergenti produttivi, al settore residenziale ed al settore dei
servizi connessi alla residenza, e la cui risoluzione e proposta progettuale
costituisca fattore di strategia.
Sono definibili attraverso:
-
piani
di settore a scala comunale;
-
progetti-guida
riferiti ad unità organiche di intervento, e sono, inoltre supportati da quadri normativi specifici.
c)
Complesso
di strumenti derivati, costituiti da quadri di riferimento o elaborazioni
progettuali ad elevato grado di controllo ambientale ed architettonico, da
collegare complessivamente o singolarmente a specifiche tematiche e da riferire
a prescelte unità organiche di intervento dichiarabili omogenee per presenza di
funzioni, per carattere morfologico o definibili in quantità di aree minime
regolazione degli effetti legati qualitativamente allo scenario urbano.
d)
Insieme
di strumenti di rafforzamento territoriale (progetti specifici di sostegno per
le aree produttive), finalizzati al miglioramento delle caratteristiche fisiche
ed organizzative delle unità produttive.
e)
Insieme
normativo, consistente in normative tecniche di attuazione, generali e di
specificazione, riferite alle procedure ed agli operatori; normative di
requisiti e repertori di controllo finalizzati alla determinazione e/o verifica
del soddisfacimento quantitativo e qualitativo delle diverse esigenze.
A1 –
Caratteristiche territoriali
[Torna su]
Il territorio comunale di Grotteria, in provincia
di Reggio Calabria, è ubicato nella porzione più alta della zona ionica della
provincia di Reggio Calabria e fa parte del sistema territoriale della Vallata
del Torbido.
La superficie territoriale è di 37.90 kmq, la
popolazione residente al 1991, è di 4.096 abitanti, così ripartita:
|
-
Centri
|
2201
|
|
-
Nuclei
|
1504
|
|
-
Case sparse
|
391
|
La densità territoriale di popolazione (ab/kmq),
risulta al 1991 (Censimento ISTAT) a 108 ab/kmq.
Sempre dai dati di censimento ISTAT (1991), i dati
caratterizzanti relativi all’altitudine, alla popolazione residente per
località abitativa, alle famiglie ed alle abitazioni, sono espresse dalla
seguente tabella:
|
COMUNI E LOCALITA’ ABITATE
|
POPOLAZIONE RESIDENTE
|
|
|
|
|
Altitudine (mt)
|
Totale
|
Di cui maschi
|
Famiglie
|
Abitazioni
|
GROTTERIA
|
0/1215
|
4.096
|
1.987
|
1.507
|
2.972
|
|
ASPALMO INFERIORE
|
258
|
73
|
33
|
29
|
47
|
|
BOMBACONI
|
110
|
101
|
48
|
35
|
71
|
|
DRAGONI
|
75
|
307
|
151
|
119
|
212
|
|
DRAGONI SUPERIORE
|
150
|
263
|
138
|
92
|
214
|
|
GROTTERIA *
|
317
|
977
|
459
|
373
|
888
|
|
GROTTERIA MARE (1)
|
11
|
136
|
76
|
44
|
97
|
|
MARCINÀ SUPERIORE
|
111
|
140
|
65
|
46
|
83
|
|
RICCIARDO
|
252
|
204
|
95
|
88
|
192
|
|
Ablacì
|
112
|
22
|
9
|
8
|
8
|
|
Agliona
|
99
|
116
|
53
|
41
|
78
|
|
Aspalmo
|
354
|
92
|
45
|
31
|
62
|
|
Aspalmo Inferiore
|
252
|
60
|
30
|
19
|
31
|
|
Aspalmo Inferiore – Palermo
|
241
|
26
|
13
|
11
|
19
|
|
Calasmita
|
270
|
31
|
15
|
12
|
23
|
|
Cambruso
|
260
|
29
|
14
|
12
|
27
|
|
Cambruso I
|
320
|
29
|
13
|
14
|
17
|
|
Cambruso II
|
275
|
27
|
13
|
10
|
19
|
|
Catalisano
|
169
|
24
|
13
|
11
|
22
|
|
Catalisano I
|
130
|
21
|
9
|
8
|
10
|
|
Farri – Barrici
|
173
|
31
|
17
|
12
|
20
|
|
Farri Inferiore
|
204
|
75
|
35
|
37
|
57
|
|
Farri Superiore
|
213
|
187
|
81
|
71
|
98
|
|
Maida
|
126
|
111
|
58
|
34
|
52
|
|
Maida I
|
186
|
32
|
15
|
16
|
23
|
|
Marcinà Inferiore
|
60
|
190
|
101
|
61
|
92
|
|
Marmora
|
231
|
79
|
42
|
25
|
33
|
|
Marmora I
|
242
|
19
|
10
|
8
|
10
|
|
Marmora II
|
225
|
36
|
15
|
14
|
23
|
|
Neblà
|
275
|
24
|
12
|
8
|
10
|
|
Ricciardo – Guma
|
231
|
16
|
8
|
6
|
7
|
|
Ruvari
|
180
|
12
|
6
|
5
|
9
|
|
Ruvari I
|
155
|
50
|
25
|
16
|
25
|
|
Santo Stefano Superiore I
|
150
|
92
|
39
|
33
|
63
|
|
Seggio
|
173
|
24
|
9
|
7
|
8
|
|
Zappia
|
185
|
24
|
12
|
8
|
12
|
|
Zinnì
|
140
|
25
|
12
|
9
|
14
|
|
Case sparse
|
-
|
391
|
198
|
134
|
296
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Dal punto di vista morfologico-costitutivo e
geologico, i terreni sono prevalentemente costituiti da materiali di natura
alluvionale e di riporto del quaternario e formazioni argillose; sul
comportamento a stabilità dei terreni, incidono i fenomeni di sconnessione,
tettonizzazione ed alterazione superficiali che interessano porzioni estese del
territorio comunale e si esprimono sotto forma di dissesto profondo e di
erosione diffuse.
Il sistema idrografico è costituito da una rete,
abbastanza fitta, di fiumare, torrenti ed elementi minori, ed è caratterizzato
da situazione di pendenza forte, in parecchi tratti che provocano profonde
incisioni su un terreno che, prevalentemente, presenta un basso grado di
permeabilità.
Relativamente alle condizioni climatiche,
prevalgono le seguenti condizioni:
la piovosità è elevata; le precipitazioni sono
abbondanti e di lunga durata; sono prevalentemente concentrate nel periodo
autunno-inverno; per l’azione combinata di altri agenti atmosferici e per le
caratteristiche costitutive del territorio, il fenomeno delle alluvioni è
frequente e non di rado, manifestandosi in forme violente, genera situazioni di
pericolosità ambientale.
La temperatura è in genere moderata; presenta
regolarità nelle escursioni termiche con punte massime di 26 – 35 gradi nel
periodo estivo e di 9 – 11.50 gradi nel periodo invernale; in determinati
periodi si registra la frequenza di venti con direzioni S.E. – N.O.
Sotto il profilo paesistico il territorio è
caratterizzato dalla presenza di tipologie di paesaggio mediterraneo: quali il
bosco, i seminativi, le coltivazioni ortive, gli ulivi; sono presenti la vite,
gli agrumi, i fruttiferi, i prati-pascoli.
Le aziende agricole al 1990, risultano essere 668,
di cui 665 a conduzione diretta del coltivatore e 3 a conduzione con salariati;
le strutture boschive interessano una superficie di 857.00 ettari.
Il settore zootecnico è presente con 32 capi bovini
(3 aziende), 264 ovini e caprini (6 aziende), 43 capi suini (37 aziende).
La superficie agricola utile è di 639.04 ettari.
I fattori climatici come già evidenziato, sono
quelli delle zone mediterranee temperate, molto adatte sia a coltivazioni di
tipo normale e/o sperimentale.
Tali forme, opportunamente gestite e sulla base,
anche, di incentivi finanziari di promozione e sostegno, possono costituire una
discreta base di integrazione di reddito.
Il settore industriale si presenta del tutto
modesto ed è costituito da aziende di piccola dimensione prevalentemente di
tipo artigianale.
Il settore commerciale di distribuzione ed il
settore terziario assieme a quello agricolo, costituiscono le componenti
fondamentali.
Il turismo costituisce, all’atto, una componente
aggiuntiva anche perché non espresso in forma produttiva; è presente la
ricettività di tipo alberghiero e/o di tipo collettivo, prevalentemente situata
sulla fascia litoranea.
Le infrastrutture viarie in particolare quelle
relative alla penetrazione interna, e le reti viarie di servizio agricolo hanno
necessità di potenziamento, ristrutturazione e riqualificazione complessiva.
Le opere igieniche dovranno essere assoggettate ad
interventi finalizzati al potenziamento e alla riqualificazione.
A mirate opere di riqualificazione e recupero del
decoro urbano, dovranno essere assoggettate le reti viarie interne interessanti
il centro urbano e le frazioni.
Le dotazioni di aree per attrezzature di interesse
comune (D.M. 2/4/1968 n.1444), dovranno essere integrate sia quantitativamente
che qualitativamente.
In particolare vanno potenziate sia le superfici
destinate a parcheggio, sia le aree di verde e verde attrezzato.
Si rileva l’opportunità di operare un rafforzamento
relativamente attrezzato di tipo socio-economico.
A2 –
Caratteristiche socio-economiche
[Torna su]
Considerando l’intervallo temporale tra i
censimenti 1991-1971, si registra per Grotteria una forte perdita di abitanti
residenti.
La tendenza alla stabilizzazione demografica è
evidente dal 1980 in poi.
Sulle caratteristiche della popolazione – come si
può evincere anche dalla lettura dei dati ISTAT (1991) – la situazione è
rimasta pressoché immutata nell’ultimo decennio.
Considerando la popolazione per sesso, si registra
al 1991 una prevalenza di popolazione femminile (2109) rispetto alla
popolazione maschile (1987).
Considerando la popolazione per classi di età, si
ha il seguente quadro:
|
-
con meno di 5 anni:
|
203
|
= 4.94%
|
|
-
da 5 a 14 anni:
|
518
|
= 12.65%
|
|
-
da 15 a 24 anni:
|
667
|
= 16.28%
|
|
-
da 25 a 54 anni:
|
1368
|
= 33.40%
|
|
-
da 55 a 64 anni:
|
529
|
= 12.91%
|
|
-
oltre i 65 anni:
|
811
|
= 19.80%
|
Relativamente al titolo di studio, si registrano i
seguenti dati:
|
-
Forniti di titolo di
studio:
|
2379
|
=
|
61,89%;
|
|
-
Alfabeti privi di titolo
di studio:
|
997
|
=
|
25,94%;
|
|
-
Analfabeti:
|
468
|
=
|
12,17%;
|
|
-
Forniti di laurea:
|
48
|
=
|
1,25%;
|
|
-
Forniti di diploma:
|
249
|
=
|
5,48%;
|
|
-
Forniti licenza media
inferiore:
|
966
|
=
|
25,13%;
|
|
-
Forniti licenza
elementare:
|
1116
|
=
|
29,03%.
|
Relativamente al grado di attività, si segnalano i
seguenti dati:
-
popolazione
attiva: 946
-
popolazione
occupata: 538
-
popolazione
disoccupata: 138
-
pop.
in cerca di 1a occupazione:
270
-
popolaz.
non attiva: 1041
Relativamente ai settori di lavoro interessati si
segnalano i seguenti dati:
|
-
Agricoltura, caccia e
silvicoltura:
|
128
|
|
-
Pesca:
|
-
|
|
-
Estrazioni di minerali:
|
1
|
|
-
Attività manifatturiere:
|
72
|
|
-
Produz. e distribuz.
energia:
|
2
|
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-
Costruzioni:
|
236
|
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-
Terziario ed
amministrativo:
|
270
|
|
-
Attività finanziarie:
|
3
|
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-
Immobiliari, informatica,
ricerca:
|
16
|
|
-
P.A., difesa ed
assicurazioni:
|
60
|
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-
Istruzione, sanità, e
serv. sociali:
|
52
|
|
-
Altri servizi pubblici,
soc. e pers.
|
17
|
|
-
Servizi domestici presso
famiglie:
|
16
|
E’ ancora basso il rapporto tra popolazione attiva
e popolazione residente; così pure è alto il livello di disoccupazione ed il
numero dei soggetti in attesa di nuova occupazione.
E’ migliorato rispetto ai periodi intercensuari
precedenti il livello professionale della popolazione.
Altri dati statistici, in particolare quelli
relativi alla popolazione residente attiva in condizione professionale per
attività economica e per classe di età, possono essere:
Agricoltura:
-
classe
di età 14 - 19 anni: 4
-
classe
di età 20 - 29 anni: 20
-
classe
di età 30 - 54 anni: 85
-
classe
di età oltre 55 anni:
19
per un totale di: 128
Industria:
-
classe
di età 14 - 19 anni: 15
-
classe
di età 20 - 29 anni: 108
-
classe
di età 30 - 54 anni: 266
-
classe
di età oltre 55 anni:
67
per un totale di: 456
Per ciò che riguarda la posizione imprenditoriale
si registrano i seguenti dati per attività economica:
|
-
imprenditori in
agricoltura:
|
--
|
|
-
imprenditori in settore
industriale:
|
9
|
|
-
imprenditori in altre
attività:
|
32
|
Relativamente ai lavori in proprio per attività
economica si registra la seguente situazione:
|
-
in agricoltura:
|
3
|
|
-
in industria:
|
57
|
|
-
in altre attività:
|
144
|
Relativamente ai coadiuvanti per attività economica
si registra la seguente situazione:
|
-
in agricoltura:
|
1
|
|
-
in industria:
|
2
|
|
-
in altre attività:
|
8
|
Estremamente debole si presenta l’attività in
cooperazione. Si registrano infatti 2 soci in altre attività (nessun socio di
cooperativa nel settore agricolo e nel settore industriale).
Relativamente al quadro dirigenziale, si
registrano:
1 dirigente per l’industria e 8
dirigenti per il settore afferente ad altre attività.
Relativamente al settore impiegatizio si hanno:
11 unità per l’industria e 109
per le altre attività.
I lavoratori dipendenti per settore risultano
essere:
|
-
per l’agricoltura:
|
124
|
|
-
per l’industria:
|
231
|
|
-
per altre attività:
|
153
|
Le famiglie, in totale, al censimento dell’anno
1991, risultano essere 1507, di cui:
|
-
con 1 componente:
|
365
|
|
-
con 2 componenti:
|
461
|
|
-
con 3 componenti:
|
246
|
|
-
con 4 componenti:
|
230
|
|
-
con 5 componenti:
|
122
|
|
-
con 6 componenti:
|
56
|
|
-
con 7 o più componenti:
|
27
|
Essendo gli abitanti residenti 4096 e le famiglie
1507 si ha un nucleo medio di 2,72 componenti, inferiore alla media sia
provinciale, sia regionale.
Le famiglie con piccolo nucleo (1,2,3
componenti), incidono per il 71,13% sul totale; le famiglie standard (4
componenti), incidono per il 15,26% sul totale
A3 - Struttura abitativa
[Torna su]
Dai dati del censimento 1991 si registrano i
seguenti elementi:
-
le
abitazioni risultano essere 1507 con una superficie complessiva di 116.571 mq,
con un numero di stanze pari a 5732, occupate da 1507 famiglie il cui numero di
componenti risulta di 4092 unità;
-
secondo
il titolo di godimento 1286 abitazioni, con un numero di 4966 stanze, occupate
da 1286 famiglie con un numero complessivo di 3491 componenti, risultano essere
di proprietà, usufrutto o riscatto; in affitto o subaffitto risultano 112
famiglie con 310 componenti;
-
sulla
base di altro titolo di godimento si registrano 109 abitazioni con 369 stanze,
occupate da 109 famiglie, con 291 componenti.
Analizzando il patrimonio edilizio per epoca di
costruzione, sempre relativamente alle abitazioni occupate, si registra la
seguente situazione:
|
-
abitazioni prima del 1945:
|
648
|
|
con un
numero di stanze pari a
|
2279
|
|
-
abitazioni dal 1946 al
1971:
|
614
|
|
con un
numero di stanze pari a
|
2373
|
|
-
abitazioni dal 1972 al 1981:
|
189
|
|
con un
numero di stanze pari a
|
819
|
|
-
abitazioni dopo il 1982:
|
56
|
|
con un
numero di stanze pari a
|
261
|
Relativamente alle dotazioni igieniche delle
abitazioni, la situazione può essere valutata in netto miglioramento rispetto
ai periodi antecedenti, anche se ancora 146 abitazioni hanno il bagno fuori
dell’abitazione.
Ancora lontana la soglia relativa al
soddisfacimento di impianti per il riscaldamento e di fornitura di acqua
potabile.
Analizzando il livello di utilizzazione abitativa
sulla base delle tipologie di utilizzazione, sono evidenziati i seguenti dati:
- abitazioni con 1 stanza:
abitazioni 20; stanze 20; famiglie 20; componenti
29;
scarto = - 9 stanze;
- abitazioni con 2 stanze:
abitazioni 216; stanze 432; famiglie 216; componenti
374;
scarto = + 58 stanze;
- abitazioni con 3 stanze:
abitazioni 460; stanze 1380; famiglie 460;
componenti 1030;
scarto = + 350 stanze;
- abitazioni con 4 stanze:
abitazioni 432; stanze 1380; famiglie 432;
componenti 1345;
scarto = + 35 stanze;
- abitazioni con 5 stanze:
abitazioni 230; stanze 1150; famiglie 230;
componenti 788;
scarto = + 362 stanze;
- abitazioni con 6 o più stanze:
abitazioni 149; stanze 1022; famiglie 149;
componenti 526;
scarto = + 496 stanze;
Relativamente alle abitazioni non occupate si
registrano 1465 abitazioni con un numero di stanze pari a 4789.
Di esse:
-
1009
abitazioni e 3422 stanze sono utilizzate per vacanze;
-
140
abitazioni e 408 stanze sono utilizzate per motivi di lavoro e/o studio;
-
32
abitazioni e 80 stanze sono utilizzate per altri motivi;
-
284
abitazioni e 879 stanze non sono utilizzate;
-
1315
abitazioni e 4260 stanze disponibili, di cui non immesse né in vendita né in
affitto.
Dai dati esposti si evince che esistono 1465
abitazioni non occupate contro 1507 abitazioni occupate e 4789 stanze non
occupate contro 5732 stanze occupate.
Si evince che ci si trova in presenza di un
patrimonio edilizio dimensionalmente sufficiente ai fabbisogni di residenza sia
normale che stagionale. Un fattore da porre in evidenza è costituito dal fatto
che esiste ancora una incidente percentuale del patrimonio residenziale
consolidato in condizioni di vetustà e di degrado. Quindi l’esigenza
fondamentale di intervento è legata al recupero, al rinnovo ed al riuso
funzionale. Si registra, ancora, una domanda di rinnovo e di riposizionamento
abitativo.
Il recupero e la riqualificazione costituiscono le
esigenze fondamentali-guida per una regolazione di tipo urbanistico-edilizio,
al cui interno possa trovare sede una soluzione di recupero urbanistico degli
insediamenti abusivi.
Relativamente al settore urbanistico è da mettere
in evidenza che l’uso turistico del territorio è prevalentemente caratterizzato
da residenze stagionali fisse (seconda casa); poco incidenti in altre forme di
ricettività turistica.
Anche sotto questo profilo le indicazioni dello
strumento urbanistico generale, dovranno spingere a favore di un’attività
alberghiera che può generare ricadute positive sia sul piano produttivo sia sul
piano occupazionale.
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