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   Molti sono i luoghi di culto di cui il territorio dà testimonianza, spesso originati dall'introduzione di riti di diversa origine. L’ipotesi più attendibile, da questo punto di vista, è che le prime civiltà insediatesi si siano talmente innamorate della bellezza della natura circostante, che abbiano deciso di dedicare questi luoghi fantastici alle loro divinità, facendo diventare la valle del Torbido centro di culto e di pensiero. I popoli alternatisi nei vari secoli della nostra storia, come Greci, Romani, Bizantini, verosimilmente ricostruirono i loro templi sulle rovine di quelli precedenti, soppiantando le vecchie tradizioni religiose ed introducendo le proprie, fino all'affermarsi del cristianesimo.
Gli edifici religiosi attualmente esistenti a Grotteria sono: il Santuario del SS. Crocefisso, la Matrice (S. Maria Cattolica dei Greci), S. Domenico, S. Nicola de' Francò e la cappella di Palazzo Macedonio (con la pregevole statua lignea di S. Vincenzo Ferreri), nel centro storico, oltre alle chiese di S. Maria in Farri, S. Stefano e S. Nicola de' Protonotaris (il culto originario proviene dal centro storico), che custodiscono le statue omonime.
Il Santuario del S. Crocifisso, eretto nel ‘500 e molte volte ricostruito a causa di terremoti ed alluvioni abbattutisi nel corso dei secoli, dà dimora alla statua del SS. Crocifisso, divenuto Patrono del paese dopo il nubifragio del febbraio 1745, probabile realizzazione di un frate cappuccino del vicino convento, risalente agli inizi del XV secolo. La sacra effigie è stata, di recente, riportata ad antico splendore, ad opera dei maestri dell’Istituto Spinelli di Firenze. Nel Santuario, oltre al Santo Patrono, hanno dimora una Madonnina lignea arcaica (proveniente dalla distrutta chiesa di Valleverde, ubicata sulle sponde del torrente Caturello) e una Madonna Addolorata, opera del ‘700 napoletano. La Chiesa Matrice sorge al centro del paese e, nell'antichità, aveva un sotto corpo adibito a Cimitero. In una delle cripte si conserva ancora la pregevole "Madonna della Concezione", straordinario reperto di scuola bizantina, realizzata in un enorme blocco lapideo. La chiesa, a tre navate, ha subito vari rifacimenti. La navata maggiore, l’abside ed il battistero presentano affreschi di Nik Spatari, pittore contemporaneo di Mammola. Sono presenti alcune grandi tele di notevole pregio: “ Crocifisso tra Santi” (opera secentesca della maniera del Ribeira), “S. Francesco con l’Assunta” (anche questa opera secentesca di Fabrizio Santafei, della scuola di Andrea da Salerno), proveniente dal convento dei Cappuccini, che sorgeva nell'area oggi occupata dalla chiesa del Crocifisso, “Madonna delle Grazie con Angeli e Santi e un Giovinetto in costume nobiliare” (dipinto ad olio di Scuola Napoletana, recante l'iscrizione "Janaurius Sernelli A.D. 1720"). Numerose sono le statue conservate al suo interno, tra cui spicca il S. Antonio Abate del celebre artista cittadino Cavaleri, particolarissima opera ricavata da un tronco di ulivo. La chiesa di S. Domenico fu eretta nel 1589 accanto al convento dei domenicani e, distrutta dal terremoto del 1783, venne ricostruita nel 1930; all'interno si conserva la Statua della Madonna di Pompei, gruppo in pastiglia, con S. Domenico e S. Caterina, oltre ad una mirabile statua lignea di S. Filomena. La chiesa di S. Nicola de' Francò, fondata ai principi del ‘400, reca un caratteristico campanile dalle forme arabeggianti.