I Mulini

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   A testimonianza della vitale funzione attribuita all'acqua in tutte le fasi della vita quotidiana, essa era elemento indispensabile non solo per la lavorazione della terra, ma anche per la trasformazione dei prodotti destinati al sostentamento. Ancora oggi, lungo le rive della fiumara Caturello e della fiumara Neblà (sull’altro versante della collina, dove un tempo passava la vecchia strada dei Greci che da Locri portava a Hipponion, Medma e Metauros, sul Tirreno), si scorge una serie di antichi mulini ad acqua che forniscono la prova perenne dell'intensa attività agricola praticata nel passato. I mulini edificati lungo il greto del “Caturello” sono cinque, mentre due sorgono nelle adiacenze del “Neblà”; pur ben conservati dal punto di vista strutturale, essi sono, ormai, tutti in disuso, incastonati lungo uno spontaneo tracciato naturalistico che ripercorre antichi tragitti, un tempo crocevia del continuo passaggio di uomini e donne che partivano all’alba dal paese per raggiungere i campi coltivati delle "angre" e rientrare, poi, all'imbrunire. Un suggestivo spaccato di vita contadina è dato proprio dal ricordo delle donne che, con un fazzoletto arrotolato in una particolare maniera, “'a pizzitana", trasportavano in testa grandi cesti di vimini, "i sporti", che contenevano il raccolto della giornata. I trasferimenti mattutini e serali fornivano, lungo questi percorsi, ad orari atavicamente determinati dalle consuetudini contadine, una delle poche occasioni di vita sociale ed economica del paese. Le varie farine di grano, granturco, grano tenero ("majorca"), segale ("jermanu"), venivano stipate nei "catoi", per essere utilizzate, all'occorrenza, nella produzione della pasta casereccia impastata a mano e del pane cotto nei forni a legna di cui ogni casa contadina era dotata. I mulini funzionavano, quindi, grazie all'energia gratuita fornita dall'acqua delle fiumare, incanalata in condotte che al loro termine, attraverso un foro, “a saitta”, si gettava in una torre che la convogliava impetuosamente su una ruota orizzontale munita di pale e collegata a due pietre girevoli, ben levigate e tarate per fornire due diverse macinazioni dei cereali che venivano alloggiati nelle vasche sottostanti per venire ridotti in farina. L'incontaminata bellezza dei luoghi presso cui sorgono i mulini è meta, in estate, di turisti che, da qualche anno organizzati dalla Pro Loco, passano una serata lungo le rive del Caturello, ripercorrendo l’antica “via dei mulini ad acqua”.