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(*) schede 2007/2008
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Gli
antichi popoli che si insediarono dalle nostre parti seppero utilizzare con
massimo profitto le risorse offerte dalla natura e, in particolar modo, le
potenzialità che le nostre montagne, ricche di ogni vegetazione, fornivano
loro. E’ certo che, per far funzionare la macchina romana, la Calabria tutta
e, di conseguenza, gli splendidi boschi di Grotteria, dovettero pagare il
tributo in legna da ardere e da costruzione ai nostri antenati. Lungo il
vecchio sentiero che, dall'abitato, sale verso le montagne, a poco più di un
chilometro di distanza dal passo che consentiva l'accesso al castello dal
lato nord, si puo' notare un imponente vallo di ottima fattura muraria, che
si pensa fosse una della postazioni di avanguardia dell’antico borgo
medievale. Continuando, da attenti osservatori, l'arrampicata verso le
estreme quote del territorio, ci ritroviamo subito immersi nella bellezza
dei lecceti e delle pinete del “Malopasso”, così denominato perchè
l'impenetrabilità del tratto stradale che vi conduceva, non di rado,
provocava rovinosi ribaltamenti ai convogli, trainati da buoi, che finivano
col precipitare nei profondi baratri sottostanti. Costante compagna del
nostro viaggio, soprattutto attraverso questi luoghi, è l’acqua. Molte sono
le sorgenti ed ottime le qualità che il prezioso liquido presenta tra i
nostri monti. Sicuramente, quella che noi apprezziamo oggi è la stessa acqua
che dissetò i viandanti che percorrevano questi territori, sin dalla notte
dei tempi. Tra lecci, castagni e pini, si sale fino al monte Ferrà, che
tocca gli 850 metri di quota, dove si trova un rifugio del Corpo Forestale
ed una vecchia casa cantoniera dell’amministrazione delle strade. Gli
splendidi panorami che attraggono la vista coronano il nostro viaggio a
circa 1000 m di altitudine, quando si raggiungono i Piani della Menta, che
ospitano, tra immense pinete secolari, una vastissima area turistica,
realizzata e curata dal personale dell'Azienda Forestale Regionale della
Calabria, attrezzata con fontane, piani di cottura, capanne, tavoli, campi
ed aree da gioco, oltre ad una piccola cappella dedicata alla Madonna ed a
S. Gualberto, protettore delle foreste. Non molto lontano, uno splendido
laghetto artificiale, circondato da faggi di rara bellezza e, poi, il monte
Palazzi (la cui vetta, con i suoi 1215 metri sul livello del mare, è il
tetto del territorio comunale), su cui sono ancora visibili i ruderi di una
costruzione circolare in pietra di probabile origine romana, che doveva
essere una stazione di sosta, posizionata in prossimità del valico di
Croceferrata, sulla pista che conduceva al versante tirrenico. |
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