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   Luogo di suggestiva bellezza, il centro storico si trova arroccato su una collina, come fosse la gigantografia di un presepe. Sormontato dai ruderi di un castello di sicure origini medievali, si estende giù fino alla fiumara Caturello, attraversato da strette stradine, "i vineji", attraverso cui si possono ammirare, ancora oggi, i vecchi portali delle case gentilizie del passato e, in alcuni siti, importanti tracce delle civiltà che diedero nome e lustro al paese (in via Giovanni da Procida, nell'atrio di una di queste abitazioni, sorge una colonna di probabile origine magno greca). Un caratteristico elemento dell'ambiente urbano è costituito dai "gafi", suggestivi passaggi attraverso i quali le tortuose stradine del borgo si insinuano al di sotto delle antiche abitazioni. Ulteriore peculiarità offerta dagli scenari cittadini è quella offerta dalle fontane lapidee che suggellano, con la loro presenza, i percorsi della parte bassa del paese, dislocate nei rioni "Pisciotto", "Ruga" e "S. Antonio", lungo la vecchia strada principale del paese, prima della costruzione, nel XIX Secolo, della provinciale per le Serre. L’acqua proveniente dalle sorgenti montane sgorga dalle labbra di antiche facce, probabilmente scolpite con simili fattezze nell'intento, ancorato alle superstizioni popolari, di scacciare il malocchio.