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   Fondato nelle adiacenze del fiume Torbido, Grotteria vanta i primi insediamenti urbani dell'area, risalenti all’età del ferro; i ritrovamenti archeologici, nel secolo scorso, in località S. Stefano, inoltre, testimoniano la vicinanza a quella che fu la forte cultura magnogreca di Locri Epizephiri (il nome del torrente “Zarapotamo”, ad esmpio, deriva dal greco e significa “fiume asciutto”). La storia narra che le due civiltà si fusero e, delle due, prevalse quella dei Locresi, intorno al X – VII sec. A.C. . Seguirono i Romani e, via via, altre civiltà, che diedero a Grotteria nomi e tradizioni. Nel periodo bizantino, infatti, Grotteria risenti' molto dell’influenza di Costantinopoli: usi, costumi, tradizioni, religione e nomi si adeguarono alle tradizioni della cultura dominante. Nel X sec. d.C., quando i Saraceni infestavano, ormai da tempo, le coste calabre, costringendo le popolazioni a spostarsi nelle zone interne, anche i Grotteresi abbandonarono il primo nucleo abitativo e si spostarono sulla cima di una collina, nel tentativo di difendersi dagli attacchi via mare. Con i Normanni, Grotteria diventò signoria indipendente, acquisendo notevole importanza, anche se, a causa di violenti terremoti, che si abbatterono sul paese (tremendi quello del 1160 e quello del 1184) e provocarono danni e vittime, i momenti di gloria e prosperità si alternarono a periodi bui. Nel frattempo, la diffusione della lingua volgare determinò l'adozione di diverse denominazioni del centro, che ricevette, dapprima, il nome di "Grottarea", successivamente trasformato in "Grottaria" e, infine, in "Grotteria", secondo la denominazione introdotta dagli Svevi e mantenuta, poi, dagli Angioini. Da questo momento, la storia di Grotteria registra un avvicendarsi di feudatari.